Domande frequenti sulle lucidatrici

Cos’è una lucidatrice e a cosa serve?

La lucidatrice è un apparecchio adoperato per sgrassare, rendere brillanti e lucide determinate tipologie di superfici, quali marmo, parquet o ceramica. E non solo, consentendo essa di “rigenerare” le superfici stesse, attraverso l’intervento combinato di dischi di diversi materiali, la stesura della cera ed eventualmente la funzione di aspirazione, propria di alcuni modelli.

Perché acquistarla?

La lucidatrice si rivela un acquisto indispensabile per chi desidera avere pavimenti sempre lucenti e brillanti. È sì vero che il commercio offre piastrelle lucide e marmi già trattati, ma purtroppo con il trascorrere del tempo nessuna superficie conserva la brillantezza originaria. Ecco dunque come l’apparecchio in oggetto assurge alla giusta soluzione per quei pavimenti necessitanti di un’attenzione in più – non “ottenibile” con il detersivo comunemente adoperato per gli stessi – che con la lucidatrice riescono a prolungare la propria vita, senza il rischio di opacizzarsi o deteriorarsi.

Quali sono le sue caratteristiche principali?

Meno rumorosa ed ingombrante rispetto ai modelli del passato, la lucidatrice si caratterizza per una base aspirante e pulente sostenuta da un tubo flessibile funzionante come filtro, a cui si aggiunge il serbatoio di raccolta di polvere e sporco. In tal modo la cera è stesa in maniera uniforme e compatta, senza la presenza di sgradevoli striature. Ma ciò che più di ogni cosa contraddistingue il dispositivo è la presenza delle spazzole – variabili in base allo specifico modello – che ruotano rapidamente agendo su superfici di diversa tipologia (marmo, parquet, linoleum, ad esempio).

E i vantaggi derivanti dal suo utilizzo?

La lucidatrice consente di ottenere una pulizia pratica ed al contempo veloce delle superfici su cui interviene. Ma si rileva un vantaggio per le superfici stesse anche sul lungo termine, perché rigenerando i pavimenti – sanando tra l’altro eventuali graffi o segni lasciati da scarpe o mobili – donerà loro una nuova “vita”, permettendo così anche di risparmiare sulla manutenzione dei pavimenti stessi. Due vantaggi in uno, dunque: estetico ed economico.

Svantaggi: ce ne sono?

Lo svantaggio risiede nel tempo occorrente per l’utilizzo dell’apparecchio in esame. Per quanto il funzionamento sia semplice – l’apparecchio va passato e ripassato lungo la superficie dei pavimenti su cui lavorare – è infatti necessario procedere ad almeno due cicli di lucidatura: prima adoperando le spazzole più dure, per una migliore stesura della cera, e poi usando i dischi, per un risultato più specifico. Le passate di lucidatrice, in ogni caso, dovranno continuare sino a quando gli esiti non saranno soddisfacenti.

La lucidatrice può rovinare i pavimenti?

Siamo in presenza di un dispositivo progettato per rendere migliore l’aspetto dei pavimenti, per cui non c’è pericolo di danneggiamento. A patto però che sia utilizzata la giusta tipologia di spazzole e feltrini, così come la giusta impostazione di velocità.

Come scegliere il “migliore” dispositivo?

Non esiste una lucidatrice “migliore” in assoluto, ma esiste quella “migliore” per sé stessi e per le proprie esigenze, variabili da utente a utente. A seconda della tipologia di superfici da trattare, e delle specifiche necessità delle stesse, si può aver bisogno di un modello più semplice, o più versatile – che aspiri anche oltre a lucidare – o, ancora, superaccessoriato: non tutti i pavimenti infatti sono uguali, ed il primo step da compiere in sede di acquisto è dato proprio dall’individuazione delle “particolari” caratteristiche di quelli che si possiedono. Intervengono, poi, anche altre considerazioni prima di procedere alla scelta, considerazioni relative, ad esempio, alla presenza di un’impugnatura ergonomica, o alla leggerezza dell’apparecchio, essenziale se la propria casa è su più piani o se non si possono sopportare pesi eccessivi.

Esistono specifici criteri-base di aiuto nella scelta?

Certo: la struttura, le prestazioni, i materiali, la praticità di utilizzo, e gli accessori individuano gli imprescindibili parametri a cui badare al momento della propria scelta.

Perché la struttura è importante?

Perché essa “condiziona” inevitabilmente la maggiore o minore semplicità di utilizzo dell’elettrodomestico. Gli elementi nei quali si estrinseca sono la cappa, il sacco per lo sporco e la polvere, e le spazzole.

Cos’è la cappa?

Diversa in base al singolo modello, la cappa è la calotta situata all’estremità dell’asta della lucidatrice. Forma e materiali di realizzazione sono molto importanti, in quanto possono fare la differenza in termini di agilità e adattabilità ai diversi ambienti in cui verrà adoperata, rendendo dunque l’utilizzo dell’apparecchio più semplice, o al contrario più faticoso durante le operazioni di pulizia. Un primo aspetto da valutare riguarda la presenzao meno – di un paraurti gommato sulla cappa dell’elettrodomestico, indispensabile per preservare il proprio mobilio da eventuali colpi: in caso contrario, infatti, bisognerà prestare la massima attenzione quando ci si troverà nelle vicinanze del mobilio stesso. Anche le dimensioni della cappa – come è facilmente intuibile – determineranno un maggiore o minore comfort nell’uso della lucidatrice: un modello più sottile permetterà difatti di muoversi con maggiore scioltezza in ambienti ristretti, mentre uno più “robusto” non costituirà un problema laddove ci sia più spazio di azione.

A cosa serve il sacco?

Il sacco è un apposito contenitore verso cui sono diretti sporco e polvere raccolti dalla lucidatrice.

Qual è la sua capienza?

Il sacco può avere una capienza di circa 3-4 litri, tale da consentire la pulizia delle superfici per più volte senza la necessità di interrompere le relative operazioni per svuotare il sacco stesso. Va da sé che una capacità minore è indicata per piccoli ambienti, laddove invece una maggiore è necessaria per quelli più ampi. Ed una capienza maggiore richiederà una minore frequenza di svuotamento del predetto sacco.

Sacco riutilizzabile e sacco usa e getta: quali sono le differenze?

Generalmente in cotone, il sacco riutilizzabile costituisce la scelta più ecologica, pratica ed economica: va regolarmente svuotato e può essere lavato prima di essere ricollocato al suo posto. Il sacco usa e getta, invece, una volta pieno va buttato e sostituito con uno nuovo: senza dubbio è una soluzione più veloce, ma non altrettanto contenuta nel costo, dal momento che prevede sempre l’acquisto di nuovi sacchetti.

È possibile controllare lo stato di riempimento del sacco?

, alcune lucidatrici sono fornite di un apposito indicatore segnalante un sacco pieno, e come tale, da svuotare. In assenza di detto sistema, bisogna controllare con regolarità il livello di sporco all’interno del sacchetto, e svuotarlo prima che lo sporco stesso abbia raggiunto una quantità eccessiva.

Quanto contano le spazzole?

Molto, perché permettono di lavorare su diversi tipi di superfici. Presenti sotto la cappa, determinano la velocità e la qualità della lucidatura effettuata, facendo la differenza tra un determinato modello ed un altro: in commercio è possibile infatti sia optare per un dispositivo più semplice che per uno più accessoriato, e la relativa scelta – ovviamente – si rifletterà sul costo del dispositivo stesso.

Quante e quali sono, in particolare?

Solitamente una confezione-base di una lucidatrice prevede tre tipologie di spazzole, che si combinano tra loro per un risultato ottimale:

  • oscillanti, adoperate per la pulizia e la lucidatura di piastrelle e pavimenti più delicati, come ad esempio il parquet;
  • dure, indicate per la stesura della cera;
  • morbide (generalmente realizzate in feltro), di utilizzo per le operazioni di pulizia giornaliera, poiché intervengono per lucidare i pavimenti dopo averli puliti.

Quali sono la forma e le dimensioni di una lucidatrice?

In commercio è possibile reperire lucidatrici di diversa grandezza ed altezza, tali da soddisfare le esigenze di un vasto target. Importante è che l’apparecchio presenti una base piatta nonché dimensioni ridotte, per arrivare in ogni punto ed essere leggero da trasportare e da riporre dopo l’uso: si consiglia, sul punto, di privilegiare modelli smontabili o pieghevoli, da collocare agevolmente in un armadio. Un altro aspetto da considerare in merito alla forma di una lucidatrice è rappresentato dall’asta estendibile e reclinabile, e dall’impugnatura ergonomica, indubbio valore aggiunto ai fini di un uso più confortevole.

Qual è il peso?

Generalmente una lucidatrice pesa tra i 6 e i 9 kg.

Le ruote sono un importante elemento strutturale?

, perché rendono l’apparecchio più agevole da muovere: il suggerimento, in merito, è quello di optare per un modello fornito di ruote disarticolate, che “seguono” in ogni spostamento.

Da cosa dipendono le prestazioni di una lucidatrice?

Le prestazioni di una lucidatrice sono strettamente collegate agli specifici dati tecnici della lucidatrice stessa. Opportuno, da questo punto di vista, informarsi sulle diverse tipologie di pavimenti che possono essere lucidati con i vari modelli a disposizione, specie se si possiedono pavimenti delicati. Così come è opportuno controllare, se si è alla ricerca di un prodotto fornito della funzione di aspirazione integrata, l’effettiva presenza di detta funzione nell’apparecchio al quale si è interessati.

Quali sono le tipologie di apparecchio in commercio?

Si distinguono tre tipologie di lucidatrice: non aspirante, aspirante, superaccessoriata.

  • Lucidatrice non aspirante. Dispositivo semplice, adatto per superfici non particolarmente grandi, non necessitanti di cure specifiche (come un piccolo negozio, ad esempio)
  • Lucidatrice aspirante. Appartenente ad una fascia di prezzo medio-alta, consente contemporaneamente di lucidare ed aspirare le superfici, con un conseguente risparmio di tempo e di energia
  • Lucidatrice superaccessoriata. Di fascia alta, si distingue per la sua grande versatilità, che si deve alla presenza dei numerosi accessori a corredo. È un apparecchio dalle elevate prestazioni, consigliabile a coloro i quali desiderano ottenere pavimenti splendenti senza troppa fatica.

Qual è la potenza di una lucidatrice?

La maggior parte degli apparecchi in commercio ha una potenza compresa tra i 600 e gli 800 watt, che possono diventare 1000-1200 in presenza di modelli professionali. Quello della potenza è un fattore di grande rilievo perché “determina” non poco la capacità di aspirazione della lucidatrice e la sua efficacia di pulizia sulle diverse tipologie di pavimenti.

E la velocità?

È, solitamente, tra i 150 e i 2500 giri al minuto. Si sottolinea la possibilità, contemplata da alcuni dispositivi, di regolare la velocità di lucidatura ed aspirazione, molto importante per ottimizzare le operazioni di pulizia ed al contempo risparmiare sui consumi.

Siamo in presenza di un apparecchio rumoroso?

Sicuramente meno rumorosa rispetto al passato, la lucidatrice ha un livello di rumorosità variabile all’incirca tra 70 e 85 decibel, a seconda del singolo apparecchio in questione.

Quanto contano i materiali?

Non influiscono in maniera determinante sul livello di performance del singolo apparecchio, ma senza dubbio contribuiscono a valutare quanto quel dato apparecchio sia indicato per la pulizia delle superfici della propria abitazione. Ci si riferisce, con queste parole, sia alla qualità dei materiali che alla loro leggerezza. Un materiale di qualità scadente, difatti, tende a rompersi o a deteriorarsi con più facilità e frequenza, rendendo quindi necessario ricorrere alla sostituzione di qualche componente, o, peggio, di tutta la lucidatrice. Ed un materiale troppo pesante certamente non è pratico e comodo né da adoperare né da trasportare. Aspetti, questi, importanti da tener presente al momento della propria scelta.

Che si intende per praticità di utilizzo?

Differente a seconda del modello di riferimento, la praticità di utilizzo “integra” il maggiore o minore livello di comfort nell’utilizzo stesso della lucidatrice. Rientrano in questo parametro la maneggevolezza del dispositivo, l’ergonomia della sua impugnatura, la lunghezza del cavo, l’eventuale presenza di una piccola luce LED sulla parte anteriore della cappa.

Cosa rende più o meno maneggevole una lucidatrice?

Senza dubbio il suo peso: una lucidatrice eccessivamente pesante è difficile sia da adoperare che da trasportare, una leggera, invece, sarà ovviamente più confortevole, specie in presenza di un appartamento con più piani o di un utilizzatore che non può sostenere carichi eccessivi.

Un’impugnatura ergonomica fa la differenza?

Certo, perché garantisce una presa più confortevole e più salda, e dunque un maggiore controllo della propria lucidatrice.

Quanto è lungo il cavo il cavo di alimentazione?

Dai 5 ai 7 metri circa, la lunghezza del cavo in una lucidatrice determina il raggio di azione del dispositivo, influendo sulla maggiore o minore “agilità” della lucidatrice stessa. Un cavo più lungo permette di trattare un maggior numero di ambienti senza essere costretti a staccare e riattaccare la spina, uno più corto, invece, oltre a non consentire questa operazione, può rivelarsi anche di ostacolo ai propri movimenti.

Cos’è la luce LED presente in determinati apparecchi?

È una piccola luce presente sulla parte frontale della cappa, il cui scopo è quello di illuminare la parte di pavimento da lucidare: permette infatti una migliore individuazione dello sporco e dunque una migliore pulizia.

Cos’è il sistema di filtraggio?

Presenti esclusivamente nei modelli forniti anche di funzione aspirapolvere, i filtri trattengono le più piccole particelle di sporco ed evitano che possano raggiungere il motore, danneggiandolo. Depurano inoltre l’aria reintrodotta in circolo, garantendo – oltre al pavimento – anche un ambiente pulito.

Gli accessori sono importanti?

, perché essi incidono sulla capacità di adattamento dell’apparecchio ai diversi pavimenti su cui intervenire, così come sulla qualità della lucidatura che si andrà ad eseguire. Possono essere sia a corredo della lucidatrice, che acquistabili separatamente.

Quali sono?

Ogni modello sul mercato è dotato di un numero – diverso a seconda del modello stesso – di pad e feltrini, da installare sotto la cappa mediante un apposito sistema di fissaggio. E sono per i pavimenti duri, come il linoleum o il marmo, e per quelli più delicati, quali il legno o il parquet. Alcuni apparecchi, poi, possono contemplare spazzole e feltrini specifici per lucidature speciali. Anche se non a corredo della lucidatrice, sono comunque accessori acquistabili agevolmente nei negozi di elettrodomestici. In caso di dispositivi con sacco usa e getta, infine, è prevista anche una piccola scorta di sacchetti di ricambio.

Marmo, parquet, cotto…: uno specifico apparecchio per uno specifico pavimento?

Ciò che conta non è tanto acquistare un determinato modello di lucidatrice piuttosto che un altro, quanto, piuttosto, prestare attenzione alla tipologia di dischi, a corredo della lucidatrice stessa, oppure acquistabili separatamente. E così, per il marmo e le superfici dure ed opache in genere, è possibile adoperare pad in spugna di lana dalla consistenza spessa, oppure i dischi in feltro “universali”, i quali ultimi sono adatti anche per lucidare il parquet. Per il cotto invece – superficie dura ma al contempo delicata – l’ideale sono dei pad in lana acrilica.

Come funziona una lucidatrice?

Estremamente semplice, il funzionamento di una lucidatrice prevede l’utilizzo di un certo numero di testine rotanti, da una di grandi dimensioni negli apparecchi professionali, a quattro di dimensioni minori in quelli commerciali.  E su dette testine sono montati dischi o pad in diversi materiali, a seconda della tipologia di pavimento.

E come si usa, praticamente?

È importante usare la lucidatrice nel modo corretto, perché in caso contrario si rischia di ottenere un risultato poco soddisfacente : molta attenzione, in merito, va prestata ai movimenti da effettuare, che devono essere da destra a sinistra e ritorno, così come alla superficie da trattare, che va adeguatamente preparata.

L’ambiente in cui agire va preventivamente liberato da eventuali ostacoli all’utilizzo del dispositivo, passando preferibilmente dapprima l’aspirapolvere, per rimuovere  lo sporco maggiore. Indispensabile, poi, selezionare la giusta funzione per la superficie da lucidare, tenendo conto che siamo in presenza di un apparecchio parecchio versatile, capace di lavorare non solo su superfici dure, ma anche su quelle più delicate: occhio, dunque, alle spazzole di cui servirsi al riguardo. Per non vanificare il lavoro svolto, infine, evitare di calpestare il pavimento subito dopo aver eseguito la lucidatura.

Come eseguire una corretta manutenzione del dispositivo?

Fondamentale per assicurare il corretto funzionamento dell’elettrodomestico – nonché una sua maggiore longevità – la manutenzione di una lucidatrice è integrata dalla pulizia delle spazzole, necessaria per la loro scorrevolezza.

Come pulire le spazzole?

Si può procedere con l’utilizzo di un pennello, che elimina la polvere dalle spazzole senza rovinarle, oppure servirsi di una pistola ad aria compressa, in presenza di polvere particolarmente tenace o di cospicui quantitativi di polvere. Dopo di che, si completa il lavoro con un panno asciutto ed assorbente. Sono operazioni da effettuare ogni 2-3 mesi, prima di provvedere alla sostituzione delle spazzole.

Come sostituirle?

Funzionanti generalmente ad incastro, le spazzole di una lucidatrice si sostituiscono premendo i due gancini situati vicino al perno centrale delle spazzole stesse. Per reinstallarle non bisognerà fare altro che “attaccarle” ai predetti gancini.

Quali sono i prezzi di una lucidatrice?

Siamo in presenza di un prodotto che va da circa 100 Euro ad importi anche superiori a 200 Euro, in base alle caratteristiche ed al livello del prodotto stesso. Il consiglio – prima di procedere all’acquisto – è quello di spendere una cifra leggermente superiore, per assicurarsi di aver scelto un apparecchio effettivamente aderente ai propri bisogni, e che non dia luogo a brutte “sorprese”. Al contempo andranno verificati gli specifici dati tecnici dell’apparecchio stesso, per accertarsi che la lucidatrice in questione sia adatta a quel determinato pavimento da trattare.

E le marche del settore?

Certamente vanno citate Hoover e Vorwerk, aziende divenute un “nome” nel corso del tempo: la prima, in particolare, si contraddistingue per prodotti appartenenti ad una fascia media, la seconda, invece, per quelli di fascia più elevata. Ma anche Rowenta e Kärcher, così come Electrolux, AEG e Imetec sono ottimi suggerimenti per un buon acquisto. L’importante è indirizzare la propria scelta verso brand noti, che garantiscano qualità ed affidabilità dell’apparecchio, nonché un servizio di assistenza su cui poter contare in caso di qualsivoglia necessità.

Dove acquistare un lucidatrice?

La lucidatrice può essere acquistata sia nei grandi negozi di elettrodomestici che online, due “modalità” entrambe con vantaggi e svantaggi: la prima consente di “provare” il prodotto e di portarlo subito a casa, la seconda, invece, assicura una scelta davvero ampia e costi più contenuti, ma , di contro, non permette di “testare” l’apparecchio al quale si è interessati. La scelta, ovviamente, è strettamente personale, e variabile da utente a utente.


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